BUSCEMI. Presentati lo scorso Sabato 6 Febbraio i risultati di uno studio preliminare dell’archeologo Salvatore Distefano in merito alla chiesa Bizantina di contrada grotte, proprio nella zona sottostante all’attuale centro abitato di Buscemi.
Chiesa rupestre conosciuta in paese come “la grotta dei tre santi”, proprio per la presenza di un trittico affrescato sulle pareti di roccia.
Alla conferenza, tenuta nei locali della biblioteca comunale, sono intervenuti numerosi cittadini ed erano presenti: il sindaco di Buscemi, Giuseppe Giansiracusa; il direttore della biblioteca comunale, Dott. Acquaviva; e un discendente della nobile famiglia Ventimiglia.
Famiglia che governò il comune di Buscemi e numerosi altri territori nel medio evo.
Distefano ha trattenuto i numerosi astanti con un’appassionata orazione, mettendo in relazione gli affreschi della grotta dei tre santi, con quelli presenti nella chiesa rupestre di S.Pietro, e con la chiesa rupestre di S.Giorgio, poco distante.
Di tutte le chiese menzionate, quella dei tre santi risulta essere le più antica e più piccola, proprio per questo, forse un luogo di culto privato.
Lo studio delle notizie storiche e dei reperti ha portato l’archeologo ha identificare due delle tre figure rappresentate negli affreschi: S. Sofia, nel riquadro sinistro, e S.Paolo, nel riquadro di destra.
Troppo danneggiato invece il tebellone centrale per poter azzardare una identificazione del santo ivi rappresentato.
Il copricapo a calotta della santa e la fossetta votiva presente ai piedi dell’affresco, sono stati gli elementi che hanno convinto Distefano ad attribuire la rappresentazione sacra proprio a S.Sofia.
I risultati presentati dall’archeologo, non sono, come egli stesso riferisce, un punto di arrivo ma un punto di partenza per nuovi studi che chiariscano meglio la natura degli afreschi, della chiesa e del culto che li si venerava. D’accordo il sindaco Giansiracusa che tra le altre cose ha annunciato: “Abbiamo intrapreso l’iter per l’acquisizione della zona archeologica del castello, e solo dopo potremo avviare degli scavi archeologici e degli studi sistematici, con il supporto di SiciliaAntica e sulla falsa riga di quanto fatto da Distefano a palazzolo”.
“In questa attività, sottolinea ancora Giansiracusa, è importante che l’unione dei comuni si muova organicamente, in modo da concentrare gli sforzi e attuare una politica comune di sviluppo turistico e sociale per l’intero comprensorio”.
Gaetano Belverde











