FERLA - WEB. In un mondo fatto di globalizzazione annullante dei localismi, una volta tanto, proprio per ribadire le enormi potenzialità del nostro territorio e degli uomini che lo abitano è il lavoro di alcuni pensanti uomini e donne ferlesi che cavalca l'inarrestabile mondo di internet e raggiunge ogni angolo della terra. Stiamo parlando di Hagackure un nuovo e originale progetto artistico, ideato e prodotto da Giuseppe Pisasale, che in poco tempo ha conquistato il mondo dell'arte moderna, soprattutto all'estero ed esposto in tantissime mostre (Roma, New York, Mosca, Sofia, Parigi, Praga,ecc). E anche per iblon, oggi, è “Hagackure Day”.
Quello di cui parliamo è un idea diventata sostanza che ha la peculiarità di aver introdotto, in maniera del tutto inaspettata nel mondo dell'arte, un nuovo linguaggio comunicativo, che è il risultato del preciso ed elaborato intreccio di codici sorgenti hacker (funzionanti e ai limiti della legalità) e tratti grafici a forte impatto subliminale. Un connubio quindi di intelligenza e istinto completamente dedicato allo studio dei dolori e delle frustrazioni della solitudine, un linguaggio graditamente espressivo che racchiude una serie di provocazioni informatiche, artistiche, psicologiche che quasi mai passano inosservate.
Un progetto sostanza all'indirizzo web http://www.hagackure.com/officialblog/
Il nome Hagackure è l'incontro tra "hagakure" che è l'essenza del samurai puro e l'anagramma di "hacker", entrambi esternalizzazioni di due mondi completamente agli antipodi che però lottano contro le stesse frustrazioni mentali. Il connubio degli opposti è proprio il filo conduttore artistico sperimentale di un ossessiva ricerca espressiva.
La prima collezione di dipinti ad olio, chiamata "solitude 08", fu lo studio e l'esternalizzazione della più intima solitudine attraverso l'evoluta rabbia e gli umani istinti degli hacker, un'innovativa e provocatoria ricerca interiore e una forte componente psicologica che ha scomodato e trasformato gli psicologi in critici.
Oggi 26 maggio “Hagackure Day” il progetto mostra al mondo internauta “The first Fall” che non è altro che il nuovo video della collezione di opere di videoarte Calvarium.
“The fisrt Fall” è la riuscita espressione di un inaspettato e scomodo format video-comunicativo che affianca programmate discontinuità visive, stimolazioni e richiami inconsci, ad una combinazione quasi ipnotica di tracce audio dissociate, frutto di una sperimentazione non sufficientemente lontana dalle fin troppo temute tecniche binaurali.
La frammentarietà delle sequenze sceniche dà vita ad un nuovo codice visivo che, deragliando dai binari della logicità della successione, innesca un processo psichico che deroga dalla legge del prevedibile e si affida unicamente all’apprendimento inconscio.
Il suono, in grado di stimolare in maniera mirata i due emisferi celebrali, evidenzia e ricalca la netta lacerazione tra l'esame morale e l'impulsività, creando un dimensione di sincera emotività a scapito dei timori razionali.
Il risultato è la sospensione di ogni processo cognitivo che lascia spazio all’interpretazione dell’ambivalenza dei pensieri e dei simboli comportamentali; richiami che riaffiorano dalla più pura rappresentazione del mondo che si staglia, immensa ed onnipotente nella solitudine che mesta riesuma i più profondi abissi dell’anima.
“The first Fall” concettualizza, in maniera incisiva e naturale, come l’anima irrazionale interpreta alcuni turbamenti o ignote malinconie tipiche della solitudine fino ad amplificarle e esteriorizzarle come inizio, primo passo, per l’appunto “prima caduta”, di alcuni umani disturbi e devianti propensioni.
Nell’opera, come se le costruite stimolazioni non fossero sufficientemente in grado di consacrare e rappresentare in pieno lo stile unico e inavvicinabile di Hagackure, non mancano gli elementi inconfondibili ed esclusivi della sua firma: richiami orientaleggianti per la conferma di una oggettività comunicativa e di ricerca tanto intima quanto universale, e, soprattutto, sequenze di dati, frutto illecito dell’opera di un hacker, che ruba dalla rete conversazioni di altri come concreta conferma e conforto all’esistenza del dolore; illegale e bandita provocazione che aggiunge un stimolazione semantica alla decodifica dell’input emozionale del video.
Discorsi, video, arte che per noi acquisiscono valore e importanza aggiunta vista la territorialità che ci appartiene, parliamo di ragazzi e ragazze, pardon artisti e artiste, che vivono a pochi chilometri di distanza da casa nostra, gente che in buona misura conosciamo, è nostra amica o al massimo amico di un amico e infatti per la realizzazione del video Giuseppe Pisasale, si è avvalso, oltre che della costante presenza di R. Giansiracusa (artPR e coordinatrice di Hagackure) e del pittore A. Latina (responsabile dei quadri di Hagackure), di un gruppo di artisti emergenti: M. Garro, S. Puccio e S. Spagnuolo, appartenenti all’associazione artistica la bottega delle luce, impegnata nella ricerca e nella rappresentazione dell’emotiva umana attraverso l’istintività dei comportamenti racchiusi nelle antiche radici culturali o nel misticismo abitudinario di piccole comunità. La musica, è stata composta ed eseguita, come i precedenti lavori di Hagackure, da Antonio “OOL” Pisasale, musicista emergente, sperimentatore e ricercatore di nuove dimensioni sonore. L’attrice è una modella non professionista siciliana, C. Marra.
Un “Hagackure Day” a cui iblon non poteva mancare per ribadire chi siamo, quali forze e potenzialità ha il territorio in cui viviamo, un evento a cui i le maggiori testate online partecipano un evento dal sapore tremendamente globale ma con ingredienti preziosamente iblei.













