PALAZZOLO. Le spettacolari scalinate della chiesa di San Sebastiano rappresentano ancora un ostacolo insormontabile per i disabili credenti. Una situazione più volte segnalata all'amministrazione comunale e al parroco da chi ha difficoltà a salire le scale della chiesa soprattutto in occasione della festa che si svolge il 20 gennaio e il 10 agosto.
“ Anche quest’anno – racconta la parente di un disabile – molti disabili e anziani non hanno potuto partecipare alle funzioni religiose in onore di San Sebastiano perché la chiesa è inaccessibile con una sedia a rotelle.” A denunciare questa situazione anche i consiglieri comunali Luca Russo e Salvo Gallo, che hanno incontrato il parroco don Angelo Caligiore. “Il parroco – chiariscono Luca Russo e Salvo Gallo – ci ha spiegato che esistono già alcuni progetti e delle proposte di adeguamento, ma tra burocrazia, problemi tecnici e ingenti spese, i lavori hanno subito un notevole ritardo”.
Sulla questione in questi giorni è intervenuto anche il sindaco Carlo Scibetta, che ha più volte sollecitato il parroco a trovare una soluzione. “Purtroppo- spiega il sindaco Carlo Scibetta - come amministrazione non possiamo sostenere tutti costi dell’importante intervento, ma possiamo trovare insieme una soluzione fattibile ed economica in breve tempo, contribuendo nel limite delle disponibilità cosi come è stato fatto in passato con le altre comunità parrocchiali”. E in questi anni, proprio l'amministrazione comunale ha lavorato con continuità in questo senso e ha adeguato edifici pubblici e di interesse collettivo.
Nel 2003 grazie a un finanziamento sono stati installati ascensori e scivoli nelle scuole e nel palazzo di città e la basilica patronale e la chiesa di San Michele hanno invece risolto il problema con delle rampe in ferro. Ma ci sono situazioni come quella della chiesa di piazza del popolo in cui è difficile intervenire, ma con un po’ di volontà e buon senso, si potrà certamente risolvere un problema che da anni genera difficoltà supplementari a chi soffre e che favorisce processi di autoemarginazione non più tollerabili in una comunità come quella palazzolese dove si ci conosce e si ci aiuta tutti.
Maurizio Aiello











