CANICATTINI. I carabinieri di Canicattini hanno arrestato un giovane di 20 anni, che a quanto pare, per futili motivi, avrebbe dato fuoco all'agenzia Cianci. Vandalismo, disagio sociale e violenza quindi alla base di un gesto che potrebbe spiegare anche altri fatti accaduti nel centro abitato: incendi di autovetture, di case e atti vandalici. Ottimo il risultato dell'operazione condotta sempre dai carabinieri che ha portato all'arresto di Antonio Maganuco, pregiudicato che nel primo pomeriggio di ieri aveva rapinato il centralissimo bar di Cassaro.
Tutto sembra a una svolta e nonostante alcune vicende, soprattutto a Palazzolo, non siano state ancora chiarite,emerge la volontà della popolazione, dei sindaci e delle forze dell'ordine di reagire. I carabinieri, nonostante le numerose difficoltà dovute alla carenza di mezzi e uomini hanno da subito potenziato i controlli notturni e cercato di arginare una serie di episodi che rischiavano di prendere piede, creando allarme nei cittadini. Ma in questi giorni gli ultimi episodi di cronaca registrati, hanno evidenziato una realtà troppe volte sottovalutata da chi di competenza e una situazione poco tranquilla per una zona montana definita da tanti "isola felice." Che dietro agli incendi di auto e alle rapine non ci sia il racket sembra ormai scontato, ma non deve indurci ad abbassare la guardia sul controllo del territorio. Ci deve far riflettere anche su un certo disagio sociale nascosto in individui che non hanno paura ad usare la violenza .Per noia, magari per gioco o per futili motivi, per sciocchi regolamenti di conto. .Una ricerca, “La febbre del sabato sera”, edito dall’Istituto per gli Affari Sociali di Roma, ha evidenziato dei dati drammatici riguardo la quantità di droga che circola sul nostro territorio. Ma non ci facciamo mancare nemmeno le brutte storie di "bullismo" , di maltrattenti di animali e tante altre vicende, che se sottovalutate rischiano di trasformare per sempre i nostri comuni, i nostri ragazzi. Bisogna quindi non abbassare la guardia, continuare i controlli e il monitoraggio del territorio con più pattuglie, in orari e luoghi a rischio. Occorre educare alla legalità e parte di questo lavoro lo fdevono tornare a fare i professori con gli studenti, i catechisti, i parroci, gli educatori, gli istruttori di calcio. Tutti siamo chiamati a una strategia comune contro i recenti fenomeni e a non sottovalutare il problema sicurezza. Altrimenti, anche in futuro, torneremo a parlare di queste vicende davvero tristi per una realtà troppo bella e solare come la nostra.
Maurizio Aiello











