SIRACUSA. Hanno protestato per tre giorni nella sala degli Stemmi della Provincia e solo giovedì sera hanno deciso di sospendere il presidio. I comitati che si sono costituiti per la crisi dell'agricoltura hanno deposto le armi, ma solo perché non hanno ricevuto risposte certe per fronteggiare a questo momento di crisi. Hanno chiesto lo stato di crisi per il settore che potrebbe portare alla sospensione dei pagamenti, ma anche i controlli sul mercato, perché spesso arrivano prodotti spacciati per italiani e siciliani e invece provengono dai mercati esteri. Inoltre chiedono la riorganizzazione della filiera che potrebbe garantire controlli dei prodotti acquistati spesso rivenduti a prezzi elevatissimi: dal pomodoro di Pachino, alle patate, all'olio, agli agrumi.
Hanno anche incontrato l'arcievscovo Salvatore Pappalardo che li ha incoraggiati, ma le risposte dei politici non sono bastate. Dalla Provincia fondo di garanzia con le banche, mentre da Bruxcelles rispondono che lo stato di crisi potrebbe essere deliberato soltanto quando













